sabato 1 agosto 2015

SOGNO

- Per me un filetto al pepe, grazie.
- due.
- Da bere?
- una birra.
Gli occhi mi si sgranarono, non l'avevo mai sentita ordinare una birra, e la cosa mi fece molto piacere.
- Per me, una birra rossa ed un'acqua, grazie.
Il cameriere annotò l'ordinazione con la pennetta sul suo palmare, ritirò i menu e con fare veloce e preciso si diresse verso il bancone.
Le luci dei lampioni si riflettevano sull'acqua salata della baia marina, mentre la il cadenzare delle onde che s'infrangevano accompagnava la musica degli artisti che si esibivano lungo le stradine ed il vociare dei turisti che camminavano incessanti.
Parlammo di noi. Strana storia, la nostra.
Lei era lì, davanti a me, con i suoi riflessi rossi, gli occhi scuri e luminosi e la sua carnagione olivastra che pian piano, dopo anni, faceva riemergere il suo carattere mediterraneo.
Il suo cuore mi pregava di farla volare lontano da una storia di cui era al contempo  innamorata e prigioniera.
Io lì, davanti a lei. Prigioniero pure io, da troppo tempo, di una storia che si ostinava a bussare al mio cuore, e che non riuscivo a dimenticare. Titubante.
Il da farsi non era semplice. Era bello sognare di partire assieme, incontrati, purtroppo o per fortuna, quasi per caso. Sembravamo perfetti. Potenzialmente perfetti. Ma a volte, come dice il vecchio detto, "chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti".
Il mio carattere focoso e passionale si era stinto,  rendendomi inconsistente, schivo, quasi malaticcio.
Avevamo già  provato a volare, ruzzolando poco innanzi al punto in cui, assieme, avevamo puntato alla luna.
E la scelta ancora una volta spettava me, avrei dovuto calcolare bene le forze per portarla, questa volta, in alto.  Almeno quanto basta per esserci.
Ma come avrei potuto? I legacci erano troppo forti, ed il mio cuore continuava a percepire il battito di chi sta alla porta e bussa, bussa maledettamente inesorabile.
Arrivò il cameriere con le ordinazioni.
- La minestrina per i signori  ...chiedo scusa, questa sera, è riscaldata.

No, grazie.. Non ci piacciono le minestre riscaldate.


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